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Italiani pigri e sovrappeso.
L'ultima indagine voluta dalla Commissione Europea mette in castigo
adulti e bambini, giudicati i più grassi d'Europa.
Il governo corre ai ripari: il ministro della Salute
Livia Turco ha attivato una task force interministeriale contro junk food,
fumo, alcol e sedentarietà. "Guadagnare salute" verrà presentato a fine
mese al Consiglio dei Ministri, per diventare operativo nel più breve
tempo possibile.
Spiega il ministro: "Molti nemici della salute si
possono prevenire non fumando, mangiando in modo sano ed equilibrato,
non abusando dell'alcol e ricordando che l'organismo richiede movimento
fisico. I provvedimenti puntano a migliorare conoscenza e pratica dei
corretti stili di vita".
Mangiamo troppo, mangiamo male, non facciamo attività
fisica, beviamo e fumiamo in abbondanza. Secondo i dati
dell'Organizzazione Mondiale della Sanità,
quasi nove decessi su dieci e oltre il 75% della spesa sanitaria
in Europa e in Italia sono legati alle
cosiddette patologie-killer - malattie cardiovascolari, tumori, diabete,
affezioni respiratorie croniche, disturbi mentali e muscoloscheletrici -
che hanno come anamnesi comune stili di vita sbagliati.
L'ultima ricerca realizzata per la Commissione Europea
in materia di alimentazione ci relega all'ultimo posto in Europa per
attività fisica, coscienza dei pericoli legati all'obesità, tempo
dedicato a sport e tempo libero all'aria aperta. In compenso, siamo in
testa alla disgraziata classifica delle ore passate seduti - davanti al
computer o alla tv, poco importa - e primi per numero di bambini obesi.
Primati tanto più pericolosi se è vero che non ce ne rendiamo
assolutamente conto: il rapporto "Food&health" svela che gli italiani non
ritengono di avere figli sovrappeso, né di trascorrere troppo tempo in
poltrona.

Il progetto si articola in quattro piani strategici:
alimentazione, attività fisica, lotta al fumo e all'abuso di alcol e
si traduce in una rete di tanti piccoli interventi virtuosi che
coinvolgono una decina di ministeri. Si va dal divieto di regalare latte
artificiale nei reparti di ostetricia alle agevolazioni fiscali per le
pratiche sportive di bimbi e ragazzi, su su fino all'ora di salute da
inserire nei programmi scolastici e agli spot per incentivare il consumo
di verdura (metà degli italiani la ignora completamente). Scorrendo gli
ultimi dati, la diagnosi del sottosegretario Antonio Gaglione, cardiologo
interventista, tra i responsabili del progetto, è impietosa:
"Mangiamo troppi carboidrati complessi, pane,
pasta, dolci, e poi bistecche, fritti e bibite gassate.
A consumare le benedette cinque porzioni di frutta e
verdura quotidiane è il 5% degli italiani. Un disastro. E come se non
bastasse, non muoviamo un passo, idem i nostri bambini. Mica bisogna fare
acrobazie sportive per mantenersi in forma: la strada è palestra, il
pavimento attrezzo, basta volerlo".
Se manca la buona volontà individuale, gli investimenti
collettivi riescono addirittura sconfortanti. In Francia il ministero
dell'Istruzione stanzia circa 77 euro per l'attività fisica di ogni
studente, in Gran Bretagna il valore cala drasticamente a 14 euro. Da noi,
oggi non arriviamo a 50 centesimi di euro. Risultato: bambini sempre più
pigri e paffuti, che spendono 70 calorie all'ora guardando la tv contro le
250 di una passeggiata.
L'intersettorialità del progetto dovrebbe riparare a
questo e altri errori clamorosi nel nostro rapporto tra cibo, movimento e
salute. Così, Uisp e ministero del Lavoro hanno appena varato "Diamoci una
mossa", campagna scolastica che coinvolge alunni e genitori di mille
classi primarie di tutta Italia, avendo come simbolo una doppia piramide:
quella alimentare e quella dell'attività fisica. "Meglio prevenire che
curare", sostiene la Turco. Sembra un concetto banale, e invece è più
o meno il contrario di quanto sostengono i suoi colleghi in Spagna e
Inghilterra. "Paesi come la Gran Bretagna sembrano aver imboccato una via
punitiva verso chi stenta ad abbandonare vizi o cattive abitudini pur
essendo stati avvertiti dei rischi correlati: penalizzazioni sulle cure
per un disturbo cardiaco o un cancro nei confronti di fumatori incalliti,
idem per gli alcolisti o per gli obesi.
Noi vogliamo mantenere intatto il principio del diritto
alla cura. Ma oggi la scienza ci mette davanti a una potenziale
rivoluzione nell'approccio alla tutela della salute: la prevenzione
primaria diventa l'arma più importante. Questo deve diventare anche il
nostro obbiettivo".
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