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Rassegna Stampa:
prontoconsumatore.it
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Il
Ritalin, discusso farmaco per bambini a base anfetaminica, sarà
disponibile in commercio, così come deliberato dal Ministero della
Salute. Il Tar del Lazio ha infatti respinto la richiesta dell'associazione “Giù le mani dai bambini” di sospendere il provvedimento con il quale il Ministero ha approvato l'immissione in commercio del farmaco.
Il Ritalin, farmaco per bambini a base
anfetaminica al centro di mille polemiche, sarà disponibile in
commercio, così come deliberato dal Ministero della Salute.
Il Tar del Lazio ha infatti respinto la richiesta dell'associazione ”Giù le mani dai bambini” di sospendere il provvedimento di immissione in commercio del farmaco. Il Ritalin è al centro di innumerevoli polemiche in quanto la sua molecola appartiene al gruppo delle anfetamine, sostanze universalmente riconosciute come droghe pericolose anche per gli adulti (e infatti illegali). Dall’introduzione del Ritalin, sono stati documentati ben 160 casi di morte da assunzione del farmaco, 2993 casi di reazioni avverse anche gravi e centinaia di migliaia di casi di dipendenza in tutto assimilabile a quella da anfetamine. Alcuni studi hanno anche ipotizzato un forte potenziale cancerogeno della sostanza. Si
capisce quindi l’alzata di scudi di associazioni e operatori del
settore, che non è stata tuttavia sufficiente a bloccare l’introduzione
in Italia del farmaco.
Se i sostenitori del Ritalin sostengono
che in Italia la somministrazione del farmaco sarà controllata e non
selvaggia come negli Usa, i suoi oppositori, oltre a ribattere sulla
evidente pericolosità della sostanza, esprimono anche forti dubbi
sull’effettiva esistenza dell’ADHD, la patologia che il Ritalin dovrebbe
curare.
I bambini dalla sindrome ADHD (Attention Deficit Hyperactivity Disorder, ovvero “sindrome da iperattività”) sono iperattivi, deconcentrati, assumono comportamenti che il genitore fa difficoltà a gestire.
Occorre però prestare attenzione al fatto
che non si tratta di una malattia in senso stretto ma di una serie di
comportamenti che sono etichettati come sindrome da iperattività.
In
sintesi, l’ADHD è un disturbo psichiatrico caratterizzato da deficit di
attenzione, impulsività e iperattività.
Secondo i ricercatori il disturbo può
avere una causa genetica, anche se tale tesi è smentita dal fatto che ad
oggi non è stato individuato alcun fenotipo per l'ADHD.
In molti casi si registra una remissione
spontanea dei sintomi con l’avanzare dell'età del soggetto, anche in
pazienti non sottoposti a terapia. Secondo altri ricercatori,
semplicemente, la sindrome da iperattività non è una malattia.
Secondo
il dottor Fred Baughman, neurologo infantile e membro dell'American
Academy of Neurology, “la psichiatria biologica in quarant’anni non ha
mai confermato l'esistenza di anomalie, "squilibri chimici" o disturbi
"neurologici", "biologici" o "genetici" in una sola delle sue diagnosi o
delle condizioni di cui afferma l'esistenza”.
Tale tesi è sostenuta anche da una parte
significativa della comunità scientifica italiana: la professoressa
Emilia Costa (prima Cattedra di Psichiatria dell'Università "La
Sapienza" di Roma) afferma infatti che la diagnosi di ADHD è
inconsistente, e non giustifica il trattamento farmacologico.
Trattamento che avverrebbe in questo caso con un farmaco che presenta impressionanti effetti collaterali; lo psichiatria Peter Breggin riferisce infatti i seguenti effetti collaterali da Ritalin: Funzioni Cardiovascolari: Palpitazioni - Tachicardia - Ipertensione - Aritmia cardiaca - Dolori al petto - Arresto cardiaco Funzione cerebrali e mentali: Mania, psicosi, allucinazioni - Agitazione, ansia, nervosismo - Insonnia - Irritabilità, ostilità, aggressione - Depressione, ipersensibilità emozionale, pianto facile, introversione - Riflessi ridotti - Confusione - Perdita di spontaneità emozionale - Convulsioni - Comparsa di tic nervosi Funzioni gastrointestinali: Anoressia – Nausea e vomito - Mal di stomaco, crampi - Bocca arida - Costipazione, diarrea Funzioni endocrine e metaboliche: Disfunzione della ghiandola pituitaria, alterazione della produzione dell'ormone della crescita e della prolattina - Perdita di peso - Arresto o ritardo della crescita Altre funzioni: Visione sfumata - Mal di testa - Insonnia - Depressione - Iperattività e irritabilità - Peggioramento dei sintomi caratteristici dell' ADHD - Ridotta capacità di comunicare e socializzare - Aumento del gioco solitario e diminuzione del periodo complessivo di gioco - Tendenza ad essere socialmente inibito, passivo e sottomesso - Piattezza emozionale.
Vanni Santoni
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Per saperne di più: www.giulemanidaibambini.org
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