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Ha
75 anni e non smette di stupire. Ogni anno centinaia di studi e articoli
scientifici ne rivelano nuovi effetti benefici, che ormai spaziano dalla
classica prevenzione del raffreddore alla terapia delle malattie
cardiovascolari alle proprietà contro l’anemia e il diabete. Stiamo
parlando della vitamina C.
Il primo successo di questa piccola molecola fu contro lo scorbuto (da cui
il nome scientifico di acido ascorbico), una malattia che colpiva
soprattutto i marinai che, durante i lunghi periodi sulle navi, non
potevano alimentarsi con cibi freschi e soprattutto non mangiavano
sufficienti quantità di frutta e verdura. Nel 1921 il composto
antiscorbutico venne denominato vitamina C e nel 1932 venne isolato e
cristallizzato da Joseph Svirbely e da Albert Szent-Gyorgyi. Nel 1934
Walter Norman Haworth e Tadeus Reichstein riuscirono a sintetizzare la
molecola in laboratorio. Per questo risultato, nel 1937 Haworth vinse il
premio Nobel per la chimica.
Della vitamina C conosciamo tante cose: le caratteristiche chimiche, il
modo in cui viene assorbita e le malattie che può contribuire a curare.
Sappiamo che aiuta a prevenire alcune allergie, che aumenta le
difese immunitarie aiutando l’organismo a difendersi dagli attacchi
virali, che rafforza ossa e denti e che aiuta la cicatrizzazione
delle ferite; conosciamo il suo effetto protettivo sulla mucosa
gastrica e l’azione di contrasto nei confronti dei radicali liberi
che sono rilasciati, ad esempio, quando si fumano le sigarette. Non
basta: questa preziosa sostanza favorisce l’assorbimento di calcio
(minerale la cui carenza è causa dell’osteoporosi) e di ferro,
indispensabile al nostro organismo ma che viene perduto durante il ciclo
mestruale. Nelle donne, poi, la vitamina C è indicata in caso di
cistiti ricorrenti (per prevenire le infezioni al tratto urinario) e
per diminuire il rischio che, in gravidanza, si sviluppi una forma
transitoria di diabete (2-5% dei casi). Pensate a tutto questo e
sappiate che sulle potenzialità che può avere dal punto di vista
terapeutico c’è ancora molto da fare!
La dose consigliata di
vitamina C oscilla tra i 45 e i 60 microgrammi al giorno, ma ci sono
studiosi che consigliano di arrivare fino a 9 grammi! La cosa certa è che
basterebbero un paio di arance al giorno o, meglio, un paio di kiwi, per
assumere la quantità sufficiente a prevenire l’insorgenza di molte
malattie croniche; quasi tutte, secondo Linus Pauling, premio Nobel per la
Chimica nel 1954. Forse non sarà proprio così, certo è che la vitamina C
ha dimostrato di avere effetti positivi nei malati di AIDS, di
difendere dagli effetti dell’inquinamento e gli studi più recenti hanno
dato risultati promettenti persino per quanto riguarda la protezione da
alcuni tumori, in particolare quelli derivati dal fumo.
La vitamina C è contenuta in agrumi, fragole, kiwi, peperoni, cavoli,
cavolfiori, pomodori e anche in verdure verdi a foglia come la lattuga o
il radicchio. Il problema, però, è che l’acido ascorbico è sensibile
all’ossigeno, alla luce e al calore. Cucinare i pomodori, ad esempio, fa
diminuire considerevolmente (25-60%) la quantità di vitamine che possiamo
assorbire; l’inscatolamento provoca perdite che oscillano dal 50 all’80%
nei vegetali (fino al 65% nella frutta) e dal 6 al 30% nei succhi di
frutta. Infine, le arance o i kiwi andrebbero mangiati a digiuno, perchè
in questo momento l’assorbimento è più facile.
Nel caso l’apporto di vitamina C garantito da una dieta corretta non fosse
sufficiente, possono venire in soccorso al nostro organismo i molti
integratori esistenti in commercio. Molti continuano a mettere in
discussione il loro valore nell’alimentazione e nella salute dell’uomo.
Noi vi vogliamo semplicemente ricordare alcune raccomandazioni:
affidarsi ai prodotti giusti, non superare le dosi consigliate,
seguire sempre il consiglio del proprio medico.
I contenuti degli articoli riportati sono di
proprietà dei rispettivi Autori ed Editori

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